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LESIONI E CAUSA DI MORTE

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La determinazione della causa e della modalità di morte
costituiscono quesiti di assoluta importanza nei casi giudiziari,
sia in presenza di cadaveri ben conservati che in avanzato stato
di decomposizione; presso il Laboratorio di Antropologia e Odontologia Forense vengono applicate le tecniche di riproduzione ed analisi di lesioni su tessuti molli e su ossa, derivanti dalle diverse forme di lesività di natura traumatica (contusiva, d’arma bianca, d’arma da fuoco, asfittica),
che vengono analizzate da un punto di vista morfologico e biomeccanico
allo scopo di caratterizzare nella maniera più rigorosa possibile lo strumento e la modalità di produzione.

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LESIONI DI NATURA CONTUSIVA
Il Laboratorio ha specificamente sviluppato metodiche per la ricostruzione delle caratteristiche generali dell’arma utilizzata e per il giudizio
di concordanza di una determinata lesione con uno o più possibili strumenti eventualmente sequestrati dalle Forze dell’Ordine tramite esecuzione
di calchi in materiali sintetici della lesione cutanea od ossea, allo scopo
di riprodurre e preservare la morfologia e le dimensioni del reperto.
Per il tessuto osseo inoltre il calco eseguito consente di ricostruire in maniera fedele le caratteristiche generali dello strumento che ha prodotto
la lesione. Tale metodica consente spesso di trarre indicazioni preziose in ordine ad un possibile giudizio di concordanza fra strumento e lesione.

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Si studiano inoltre le tematiche di recente sviluppo riguardanti la radiologia forense con studi mirati alla verifica della precisione della diagnostica per immagini nell’osservazione delle fratture ossee.
Il Laboratorio inoltre si avvale delle metodiche più avanzate di acquisizione 3D dell’immagine tramite laser scanner, che consente di registrare un modello tridimensionale della lesione, garantendo obiettività e precisione nelle misurazioni. Inoltre tale metodica consente, eseguendo una scansione dello strumento sequestrato, di effettuare un’operazione di sovrapposizione e confronto morfologico e metrico con la lesione repertata, permettendo di elaborare un giudizio di concordanza. Tale metodica è stata applicata con successo in diversi casi forensi.

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Il Laboratorio conduce inoltre numerose linee di ricerca, a partire dagli esperimenti controllati di riproduzione dinamica delle lesioni di natura contusiva, che mirano alla ricostruzione biomeccanica dei meccanismi di produzione delle singole lesioni. Inoltre si applicano le più avanzate tecniche di ripresa delle immagini che mirano ad analizzare, fotogramma per fotogramma, la dinamica di sviluppo delle singole lesioni e ricostruire così l’esatta dinamica dell’evento fratturativo. Sulle lesioni contusive cutanee ed ossee vengono inoltre effettuate indagini di microscopia elettronica a scansione (SEM) abbinata a spettroscopio EDX (energy dispersive X-ray) per la migliore visualizzazione delle caratteristiche morfologiche e per la ricerca di residui metallici rilasciati dallo strumento utilizzato.

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LESIONI D'ARMA BIANCA

Nel caso di lesioni d’arma bianca, l’esecuzione di calchi in silicone consente di ottenere informazioni precise sul profilo del filo e lo spessore della lama dalle lesioni su osso. Il calco consente, oltre alla riproduzione del profilo della lesione, di prelevare eventuali particelle metalliche liberate dallo strumento e depositate sulla superficie della cute; l’applicazione del SEM-EDX permette di risalire talvolta alla composizione dei metalli prelevati.

Tale metodica costituisce uno degli strumenti più utili per effettuare un giudizio di concordanza fra lesione e strumento.

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Lo studio della lesività d’arma bianca comporta un livello di complessità ulteriore nei casi di depezzamento, ove lo studio del numero e della morfologia delle lesioni consente di trarre informazioni specifiche sugli strumenti utilizzati e ad avere un’indicazione sulla modalità con la quale il depezzamento è stato eseguito.

Il Laboratorio inoltre esegue ricerca nell’ambito dell’indagine morfologica e radiochimica delle lesioni d’arma bianca su materiale carbonizzato.

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LESIONI D'ARMA DA FUOCO

Nel caso delle lesioni da colpo d’arma da fuoco, viene effettuato lo studio dei residui liberati dallo sparo che consentono, anche su materiale osseo carbonizzato, di dirimere ad esempio, la diagnosi di foro d’entrata. Se si possiedono inoltre indicazioni sull’arma utilizzata, è possibile dall’indagine dei residui risalire alla distanza di sparo. Il Laboratorio si avvale per lo studio delle lesioni da colpo d’arma da fuoco, attraverso le sue collaborazioni, della microscopia elettronica a scansione e spettroscopia EDX (Energy Dispersive X-ray analysis) che garantiscono l’analisi e la diagnosi di composizione di ogni residuo metallico presente sul campione.

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Inoltre il Laboratorio utilizza l’Analisi ad Attivazione Neutronica (NAA) per il rilievo quantitativo di residui metallici liberati dal colpo d’arma da fuoco.

Si esegue inoltre attività di ricerca sperimentale per lo studio morfologico e radiochimico delle lesioni da colpo d’arma da fuoco su materiale carbonizzato e decomposto, allo scopo di trarre indicazioni utili alla ricostruzione della causa e modalità di morte anche in gravi condizioni di compromissione dei tessuti molli e dell’osso.
Inoltre il Laboratorio esegue attività di ricerca dei residui di colpo d’arma
da fuoco nel caso di lesioni su materiale carbonizzato, con indagini radiografiche, TAC e di microscopia elettronica a scansione.

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LESIVITA' ASFITTICA

Il Laboratorio si occupa inoltre di studio e ricerca nell’ambito della lesività asfittica; tale termine include diverse modalità lesive, fra le quali l’impiccamento e lo strangolamento, e l’annegamento. Nei soggetti impiccati e strangolati, ove si verifica la compressione di un cingolo (corda, laccio, etc.) intorno al collo, vengono eseguiti calchi in silicone della lesione cutanea in modo da riprodurre la morfologia del mezzo utilizzato e raccogliere eventuali residui rilasciati sulla cute. In tal modo è possibile fornire alcune indicazioni generiche in merito allo strumento utilizzato e la modalità lesiva.

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Nei casi di annegamento invece si effettua una ricerca qualitativa e quantitativa delle diatomee presenti nei tessuti, con microscopia ottica e SEM; tale tipo di indagine, seppur estremamente aspecifica, consente di trarre generiche indicazioni in merito alla diagnosi di annegamento, quesito di non facile soluzione, soprattutto in presenza di resti scheletrizzati ove i pur aspecifici segni ravvisabili nei tessuti molli non sono più osservabili.

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LESIVITA' TOSSICOLOGICA


Il Laboratorio inoltre collabora con esperti tossicologi per valutare la sopravvivenza di sostanze tossiche in tessuti ossei e decomposti.
Ad esempio è stato condotto uno studio sulla possibilità dalla polpa dentaria di evidenziare la presenza di composti morfinici (codeina e morfina)
anche nel caso di resti completamente scheletrizzati con elevata sensibilità.

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BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE
Tra le nostre pubblicazioni di ricerca e accademiche più importanti
segnaliamo:
1 - Cattaneo C. - Trauma analysis of skeletal remains. (In: Jamieson A, Moenssens A (Eds.), Wiley Encyclopedia of Forensic Science, John Wiley and Sons Ed., The Atrium, Chichester, England, 2009, pp. 2557-65)
2 - Gibelli D, Brandone A, Andreola S, Porta D, Giudici E, Grandi M, Cattaneo C - Macroscopic, Microscopic, and Chemical Assessment of Gunshot Lesions on Decomposed Pig Skin (J Forensic Sci. 2010 ;55(4) :1092-7)
3 - Di Giancamillo A, Giudici E, Andreola S, Porta D, Gibelli D, Domeneghini C, Grandi M, Cattaneo C - Immersion of piglet carcasses in water: the

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applicability of macroscopic analyses and limits of diatom testing on an animal model. (Leg Med (Tokyo). 2009;12(1):13-8)
4- Cattaneo C, Poppa P, Porta D, Gibelli D, Mazzucchi A, Brandone A, Grandi M - Detection of blunt, sharp force and gunshot lesions on burnt human remains – A cautionary note. (Am J Forensic Med Pathol 2011;32:275-9)
5 - Sansoni G, Cattaneo C, Trebeschi M, Gibelli D, Porta D, Picozzi M - Fesibility of contactless 3D optical measurement for the analysis of bone and soft tissues lesions: new technologies and perspectives in forensic sciences. (J Forensic Sci 2008;54(3):540-5)
6 - Cattaneo C, Andreola S, Marinelli E, Poppa P, Porta D, Grandi M - The detection of microscopic markers of haemorrhaging and wound age on

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dry bone: a pilot study. (Am J Forensic Med Pathol 2008;31(1):22-6)
7 - Martrille L, Artuso A, Cattaneo C, Baccino E - A deceptive case of gunshot entry wounds – beware of frangible bullets. (J Forensic Leg Med 2007;14:161-164)
8 - Guzzi G, Grandi M, Cattaneo C, Minoia C, Ronchi A, Gatti A, Calza S, Severi G - Dental amalgam and mercury levels in autospy tissues: food for thought. (Am J Forensic Med Pathol 2005;27(1):42-45)
9 - Cattaneo C, Gigli F, Lodi F, Grandi M - The detection of morphine and codeine in teeth as an aid in the identification and study of human remains: a pilot study. (The Journal of Forensic Odontostomatology, 2003;21:1-5).

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10 - Guzzi GP, Grandi M, Cattaneo C - Don’t remove amalgam fillings. (Letter. Lancet, 2002;360:2081)
11 - Amadasi A, Borgonovo S, Brandone A, Di Giancamillo M, Cattaneo C - The survival of metallic residues from gunshot wounds in cremated bone: a radiological study, (Int J Legal Med 2011, in press)
12 - Amadasi A, Brandone A, Rizzi A, Mazzarelli D, Cattaneo C - The survival of metallic residues from gunshot wounds in cremated bone: a SEM-EDX study. (Int J Legal Med 2011, in press)

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ed altri argomenti si rimanda alla sezione “Pubblicazioni”

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