°°Laboratorio di Antropologia e Odontologia Forense°°

Istituto di Medicina Legale e delle Assicurazioni

Università degli Studi di Milano


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°° Identificazione personale °°

L'identificazione personale costituisce uno dei più importanti aspetti della medicina legale affrontato dal Laboratorio di Antropologia e Odontologia Forense.

Il riconoscimento di un individuo può esser rivolto all'identificazione di un soggetto vivente, ma, più frequentemente, il problema del riconoscimento riguarda cadaveri.

L'identificazione di resti umani "sconosciuti" non solo è un contributo determinante alle indagini giudiziarie in ambito penale, ma il riconoscimento, e quindi la dichiarazione di morte di uno specifico soggetto, è di fondamentale importanza anche nell'ambito sociale e civile. Oltre a ragioni morali, uno studio identificativo può essere motivato da ragioni economiche e sociali, potendo dipendere dall'avvenuto riconoscimento di un cadavere notevoli interessi quali successioni, riscossioni d'assicurazioni, scioglimento del matrimonio e della comunione dei beni, diritto alla pensione di reversibilità, estinzione dei diritti della persona. Tale pratica è oltretutto obbligatoria nel caso in cui il corpo sia oggetto d'indagini da parte dell'Autorità Giudiziaria.

Negli ultimi anni si è constatato un rilevante incremento del numero di casi di cadaveri e di resti umani non identificati rinvenuti nei grossi centri urbani. Tali resti comprendono sia il cadavere ben conservato, ma senza documenti, sia i casi in cui i resti sono in completa riduzione scheletrica o addirittura depezzati. Soltanto a Milano il numero dei casi è raddoppiato negli ultimi anni. Tale fenomeno è ancora poco noto, ma è presente in numerose altre città d'Europa. A questo fenomeno si accompagnano lunghi elenchi di persone denunciate come scomparse nelle diverse questure d'Italia e sono ormai famose in Europa trasmissioni televisive che si occupano della ricerca di persone scomparse. ( www.chilhavisto.rai.it )

METODICHE IDENTIFICATIVE UTILIZZATE DAL LABORATORIO DI ANTROPOLOGIA E ODONTOLOGIA FORENSE

Premesso che l'esame dei polimorfismi del DNA è attualmente un potente mezzo per identificare gli individui geneticamente (indagine effettuata presso il laboratorio di emogenetica forense di questo Istituto), talvolta non è possibile applicare il test del DNA. Ciò accade più frequentemente in casi di resti molto degradati (per esempio scheletri) oppure quando non esistono parenti idonei ad un confronto dell'assetto genetico.

In questi casi il processo identificativo richiede un approccio multidisciplinare, medico legale, antropologico e anche odontostomatologico (odontologia forense) ; nel caso in cui non si abbiano sospetti sull'identità della persona, è necessario in primo luogo rispondere a una serie di quesiti circa la specie d'appartenenza, l'epoca della morte, il sesso, l'età e la razza (vedi la sezione "costruzione profilo biologico") .

Qualora si riesca a restringere il campo delle persone cui si sospetta appartengano i resti, è possibile identificare il soggetto attraverso le seguenti metodiche:

  1. METODICHE ODONTOLOGICHE
  2. IMPRONTE DIGITALI
  3. SOVRAPPOSIZIONE
  4. CRANIO FACCIALE
  5. SOVRAPPOSIZIONE DI ALTRI DISTRETTI CORPOREI

L'odierno mezzo informatico e in particolare l'image-processing, il video editing e la grafica 3D mettono a disposizione dei potenti mezzi di indagine medico legale. Tali discipline, inoltre, possono essere utili al processo identificativo di soggetti in vita tramite un'analisi computerizzata delle impronte di morsicature (bite marks).

Altro campo di applicazione della computer-grafica è rappresentato dall'indagine identificativa attraverso la determinazioni di misurazioni antropometriche su fotografie e filmati (ad esempio provenienti da registrazioni di telecamere a circuito chiuso).

SOVRAPPOSIZIONE CRANIO FACCIALE

Questa metodica si basa sulla corrispondenza tra struttura scheletrica e il volto della persona cui si presume appartenesse in vita lo scheletro. L'immagine del cranio opportunamente orientato viene sovrapposta al volto della presunta vittima e in base alla corrispondenza tra punti di repere antropologici sul cranio e sul volto viene esclusa o confermata l'identità della persona. L'intero procedimento viene effettuato nel Laboratorio con l'utilizzo di un sistema informatico appositamente sviluppato.

esempio di studio identificativo tramite sovrapposizione cranio-facciale

sovrapposizione cranio-facciale applicata ad un caso "storico"

 

SOVRAPPOSIZIONE DI ALTRI DISTRETTI CORPOREI

Oltre al cranio, sono varie le parti scheletriche che vengono utilizzate a fini identificativi tramite confronto computer-assistito tra immagini ante-mortem e post-mortem. Ogni osso è come un'impronta digitale: quindi può essere utilizzato a fini identificativi grazie alla sua peculiare morfologia.

confronto tra immagini radiografiche di seni frontali

studio identificativo tramite sovrapposizione di reperti ossei (vertebre dorsali e lombari) a immagini radiologiche "ante-mortem"

 

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